Innovare o Scomparire

Luca Leonardini - Innovare o scomparire

Innovare o scomparire non è un’affermazione esagerata. Oggi il tempo che un’azienda ha a disposizione per conservare la leadership di mercato e massimizzare le precedenti innovazioni si riduce sempre più. Di per sé questo potrebbe rappresentare anche uno stimolo positivo per investire nell’innovazione, per gestire l’innovazione e continuare a innovare senza sosta. Nella realtà invece le aziende sono bravissime ad apportare migliorie graduali ai prodotti o ai servizi esistenti (sustaining innovation), ma faticano a crearne di nuovi, a inventare prodotti rivoluzionari, servizi dirompenti, idee nuove e utili (disruptive innovation).

L’impatto nella realtà di questo limite fisiologico è devastante e viene evidenziato da Mark J. Perry nell'articolo pubblicato dall'American Enterprise Institute. Numeri alla mano, dimostra come un’impressionante quantità di aziende sono scomparse malgrado fossero importanti e occupassero posizioni dominanti: incuranti del pericolo di non investire continuamente in innovazione dirompente 89% delle aziende che nel 1955 figuravano nella lista Fortune 500, oggi non c’è più.

Ne rimangono solo 61 a dimostrazione che tutto è cambiato e continua a cambiare sempre più velocemente e sempre più in profondità. Infatti la velocità del progresso e dell’innovazione segue un percorso esponenziale non lineare riducendo al minimo il tempo che intercorre tra l'affiorare dei primi sintomi e il raggiungimento del punto di non ritorno.

Per invertire la tendenza occorre il coraggio di fare di testa propria rinunciando ad aspettare di vedere cosa faranno gli altri o come si muoveranno i concorrenti. Anzi di questi tempi, osservare i concorrenti è l’ultima cosa utile da fare. 

Se non mi sbaglio, vediamo sempre più spesso piccole realtà "uscite dal nulla", provenire spesso da settori diversi da quello di riferimento, che rubano quote di mercato alle aziende consolidate. Giusto?