Tre Domande Per L'Innovation Team

 Masterclass con Seth Godin, Vilnius 2014 - Foto Luca Leonardini

Masterclass con Seth Godin, Vilnius 2014 - Foto Luca Leonardini

La creazione di un innovation team o gruppo di innovazione incaricato di esplorare e trovare nuove opportunità di sviluppo sostenibile è una decisione significativa che denota un’attenzione particolare dell’imprenditore alle dinamiche sempre più veloci dello sviluppo scientifico e tecnologico.

Come la punta di un iceberg, la presenza del team dedicato all’innovazione rivela un’intensa attività di business management che - solo per brevità di questo post - preferisco dare per scontata, consapevole che in alcuni casi la realtà potrebbe essere diversa. 

Infatti l’esistenza del team implica che sia già stata identificata da parte della dirigenza o della proprietà una strategia di sviluppo, che siano state individuate le risorse (budget), selezionate le persone adatte e che sia in atto un processo di comunicazione ed informazione del progetto in tutta l’azienda in attesa di avviare il primo progetto.

1) Qual è lo scopo del team?

Ogni risposta del tipo “per aumentare il fatturato” o “per sviluppare business” non è valida. Anzi è fuori luogo. Un team di innovazione non ha nulla a che fare con il fatturato. È lo strumento attraverso il quale l’azienda coltiva una nuova cultura imprenditoriale, crea il terreno per il miglioramento continuo, sviluppa un nuovo approccio all’innovazione incentrato sulla persona prima che sui processi e sulla tecnologia. L’innovazione è un percorso di crescita fatto di tentativi senza data di scadenza e questo aspetto apre la porta ad un altro quesito.

2) Al team di innovazione è permesso sbagliare?

Se la visione di sviluppo è proiettata a lungo termine, se al team è permesso di sbagliare e se viene risparmiata la pressione legata a generare risultati (fatturato, crescita business) le probabilità di successo saranno molto elevate.

3) Come creare un team di innovazione?

Un requisito essenziale è includervi una varietà di ruoli, esperienze e anzianità rilevanti per l’azienda. Dall’esperienza vissuta posso dire che non esiste nulla di più fortemente aggregante durante i workshop di design thinking e di business model design di un ampio assortimento di competenze e punti di vista diversi focalizzati al raggiungimento di un obiettivo condiviso.

La gestione dell’innovazione è ormai un processo sempre più complesso e delicato che richiede un approccio multidisciplinare di conoscenze specifiche distribuite tra persone con competenze diverse. 

In questo specifico contesto di sviluppo in continua accelerazione, una “cabina di regia” dedicata alla gestione dell’innovazione in modo trasversale ad ogni funzione, che affianchi l’imprenditore o l’AD, si configura come la migliore soluzione per preparare l’azienda alle sfide di un mercato ed alle esigenze dei clienti in rapida evoluzione.

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