strategia innovativa

Creatività e Innovazione di Valore

L'Innovazione di Valore crea nuova domanda quando si persegue contemporaneamente differenziazione e basso costo: per il Cliente-Consumatore ciò si traduce in ...

Social Media & Web Marketing - Parte 1/5

Ho pensato di pubblicare una serie di post e di presentazioni (scaricabili da SlideShare) sul Web Marketing e sui Social Media nell'intenzione di offrire un aiuto concreto o uno spunto di riflessione utile ai molti imprenditori che non hanno ancora colto il valore altamente strategico e innovativo di questi argomenti. Partendo da questo primo articolo ne pubblicherò uno alla settimana suddivisi come segue.

  1. Cercare di capire il contesto nel quale ci stiamo muovendo e le caratteristiche dei social media.
  2. Cercare di capire in breve da dove si inizia, quali sono i primi passi da compiere nell'ambito del web marketing.
  3. Comprendere le scuse che le aziende utilizzano per non usare i social media.
  4. Identificare i vantaggi dell'attività di web marketing attraverso i social media.
  5. Rivolgere delle raccomandazioni per non trasformare l'esperienza di web marketing in un fallimento.

Infine desidero rassicurare gli stessi imprenditori che la strada suggerita ha un costo accessibile ed un ritorno potenzialmente molto elevato. A questo proposito riporto un articolo molto significativo di Patrick Sweeney pubblicato da SocialMediaToday nel quale precisa che esistono due modi per sviluppare la strategia innovativa di web marketing. Uno di questi, quello che propone di provare solo in una parte dell'azienda - ad esempio l'ufficio marketing o vendite - ha un costo mensile compreso tra i $1.500 ed i $5.000. Cifre accessibili alla maggior parte delle aziende che dovrebbe essere un inconraggiamento a tuffarsi in questa grande nuova e irripetibile opportunità.

Base Della Strategia Di Web Marketing

Implementare una strategia di web marketing di successo richiede lo sviluppo di una cultura che accetti la trasformazione che il social media porta all'interno della struttura organizzativa dell'azienda. In questa prospettiva non è importante concentrarsi sugli strumenti (FB,TW,YT, LI, ...) bensì è opportuno focalizzarsi sul fatto che crescita e cambiamento sono processi di business che coinvolgono ruoli e funzioni aziendali. E l'uso delle reti sociali modifica, migliorandoli, i processi di comunicazione e di marketing.

3 Autori Tra I Top 50 Business Thinkers Sul Mio Scaffale

Top 50 Business Thinkers del 2011

Top50Thinkers Avevo in mente di scrivere un breve post sulla graduatoria dei Top 50 Business Thinkers verso la fine del 2011 per condividere la sorpresa - piacevole! - di averci trovato tre autori che ho letto e studiato. Oggi, dopo aver dato spazio a molti altri argomenti sul blog, ho ritrovato il post sui Top 50 BT in cima alle priorità ed ho deciso di pubblicarlo. La lista dei Top 50 Business Thinkers pubblicata ogni due anni (l’ultima appunto è del 2011, la prossima sarà nel 2013), raccoglie i migliori pensatori a livello mondiale nell’ambito del business management. Suggerisco vivamente la lettura di questi autori e delle loro pubblicazioni (nell’immagine del post vedete le copertine dei libri) per due motivi essenziali:

  1. scoprire i risultati dei loro studi e delle loro ricerche, che in molti casi sono durate lunghi anni coinvolgendo centinaia di aziende e migliaia di persone;
  2. scoprire la mentalità di questi autori, le radici del loro pensiero innovativo.

Cosa unisce autori diversi come Teresa Amabile, Umair Haque, Chang Kim e Reneé Mauborgne? Qual è il filo rosso che collega autori e titoli così diversi e per certi versi lontanti tra loro? Una constatazione pratica: ogni volta che il loro pensiero viene applicato nella realtà questo ha un impatto così profondo tale da trasformare i paradigmi sui quali si fonda tutta la moderna cultura d’impresa e il modo di fare business nel mondo intero. Potete visitare le due pagine in cui ho raccolto i libri ai quali mi riferisco nel post e altri libri: Le mie migliori letture in inglese e Le mie migliori letture in italiano. Quali sono i vostri autori di business management preferiti? Avete dei titoli interessanti che vorreste condividere?

I Tre Segreti Della Forza Di Un Imprenditore

Luca Leonardini: 3 segreti

Avere visitato molte aziende negli ultimi anni, mi ha permesso di conoscere da vicino molti imprenditori, di scambiare con loro opinioni interessanti, di discutere e di affrontare i temi più sensibili legati allo sviluppo delle loro aziende. Con alcuni di essi ho avuto anche il piacere di avviare un rapporto molto aperto, trasparente spinto da un’evidente immediata “empatia-simpatia” reciproca, basato sulla stima e sul rispetto dei rispettivi ruoli. Non è difficile rilevare come in questi anni gli imprenditori siano “disarmati” davanti alla trasformazione epocale del panorama economico, sociale e culturale. Ho notato come la maggior parte di quelli che ho incontrato sia semplicemente terrorizzata e la paura ha paralizzato in loro ogni capacità di reazione e di azione. Tuttavia in una minoranza ho osservato la presenza costante di tre caratteristiche comuni indipendenti dai fattori età ed istruzione, che agiscono come un’unica forza: Creatività, Coraggio, Umiltà.

  1. La Creatività di guardare oltre i confini della loro attività, di immaginare scenari totalmente differenti da quelli nei quali operano.
  2. Il Coraggio di intraprendere un cammino che nessuno abbia ancora percorso.
  3. L’Umiltà di mettersi in questione per primi, di non nascondersi dietro la comodità delle certezze acquisite.

Applicate nella realtà, queste tre caratteristiche sono una vera e propria “marcia in più” che ha permesso ad una minoranza “illuminata” di imprenditori di reagire (seppure con molta cautela) alla crisi e di identificare gli obiettivi da raggiungere per uscirne. Non che gran parte degli imprenditori, quelli paralizzati dalla paura a cui ho accennato, non siano creativi, coraggiosi o umili: in questi ultimi le tre caratteristiche identificate sono presenti solo prazialmente, mai tutte insieme. Ecco perché in occasione di una recente presentazione agli studenti di una scuola superiore di Saronno ho risposto istintivamente con un paradosso alla domanda del professore presente “di cosa abbiamo più bisogno per uscire dalla crisi?”. Abbiamo bisogno di ciò che manca! Di ciò che oggi è presente in misura insufficiente nella nostra società! Abbiamo bisogno di Creatività, di Coraggio e di Umiltà. A mio avviso sono gli ingredienti fondamentali per rilanciare le imprese prima ancora degli interventi di tipo politico o economico e diventeranno le fondamenta del nuovo periodo di prosperità economica che si aprirà alla fine di questa crisi.

La Strategia: Chiave Per Il ROI Del Social Media

Luca Leonardini: ROI del Social Media

Trovo sorprendente il fatto che ancora oggi (r)esistano società di servizi e di produzione (le ho incontrate negli ultimi mesi) che abbiano deciso di non avere ancora il sito web. Ne ho conosciute altre che invece il sito lo hanno, ma si tratta di vere e proprie “gallerie dell’orrore” di estetica e di funzionalità: siti illeggibili, creati in Flash con animazioni noiose, introduzioni insignificanti, suoni irritanti. Tutti lavori pagati fior di quattrini anni fa e da allora mai più modificati. Infine ho incontrato altre realtà più illuminate che hanno aggiunto alla loro “galleria degli orrori” (vedi sopra) i bottoni dei social media. Finalmente, ti dici! Vai, clicchi i bottoncini e ti trovi in un account di Twitter con un solo tweet di prova di sei mesi fà, oppure nella scheda LinkedIn di un responsabile dell’azienda oppure in una pagina di Facebook con due post dell’anno prima. Queste semplici osservazioni spalancano la porta ad una serie di riflessioni che sintetizzo.

  1. La prima: viene da chiedersi se in effetti non sia più conveniente non avere un sito piuttosto che averlo “tanto per averlo, tanto per esserci”. Di certo nessuna delle due decisioni produce effetti o risultati utili, ma almeno la prima decisione ha il pregio di aver risparmiato un costo. Questo per voler essere positivi e guardare il bicchiere mezzo pieno anziché mezzo vuoto!
  2. La seconda: per quanto tempo ancora un business di piccole o medie dimensioni potrà permettersi di rimandare una scelta così fondamentalmente strategica per il suo sviluppo? Credo sia meglio non procrastinare ulteriormente: il fatto di essere stati “virtuosi” in passato, potrebbe volgersi a completo sfavore e annullare il risparmio di costi sul web realizzato negli anni.
  3. La terza riguarda l’uso dei Social Media che in buona parte si ricollega a quanto osservato nel primo punto: “essere su Facebook tanto per esserci” significa non soltanto buttare via dei soldi, ma soprattutto fare una pessima figura per l’uso improprio e inadeguato degli strumenti Social Media.
  4. Quarta e ultima riflessione riguarda la domanda classica! Qual è il ROI del web e dei social media? Quando un imprenditore mi rivolge questa domanda, mi rendo conto che non ha capito il web e neppure il fenomeno dei Social Media.

Perché? Innanzitutto perché chi pone questa domanda spesso ha un sito da fare spavento, nel quale ha speso un occhio della testa ed è consapevole che non gli ha portato nulla. Naturalmente non potendo ammettere ciò, nel timore di un’ennesima fregatura, si difende tirando fuori un argomento, il ROI appunto, che ha sentito dire, ma che evidentemente non conosce. Già perché se davvero avesse mai fatto un ROI, tanto per iniziare non avrebbe il sito che si ritrova! Il sito web e l’uso adeguato dei Social Media producono certamente un ritorno tangibile e misurabile dell’investimento. Ma la questione non è legata al ROI e vi spiego perché con un esempio concreto. L’adozione del Job Definition Format (il JDF), una tecnologia che nelle arti grafiche facilita la comunicazione tra reparti in azienda riducendo tempi di esecuzione, diminuendo costi e aumentando la qualità del lavoro (!!!), ha un ritorno dell’investimento del 277% e raggiunge il break-even in appena 4 mesi dalla messa in opera. Direte voi, questa soluzione andrà a ruba! No, il bello è proprio questo. Questa soluzione e le tecnologie ad essa correlate, non vanno affatto a ruba. Perché? Perché nel caso del JDF come nel caso del web e dell’uso dei Social Media, chiedere se esiste il ROI diventa solo un pretesto per l’imprenditore distratto e disinformato. Tutto dipende dalla sua effettiva disponibilità ad abbracciare il cambiamento, ad andare incontro all’innovazione che questi strumenti portano dentro la sua azienda creando una nuova cultura d’impresa ed un nuovo modo di relazionarsi col mercato e con i clienti. La questione allora non è lo strumento o la tecnologia, ma l’impostazione di un progetto di change management che definisca la strategia del cambiamento più adeguata. Per aiutare l’imprenditore a capire quanto tempo può continuare ancora su questa strada, credo sia sufficiente che risponda onestamente a due semplici domande.

  • Quali NUOVE strategie prevedo di adottare per raggiungere i miei attuali clienti e tutti i miei prospetti attuali o futuri?
  • Quali servizi realmente INNOVATIVI ho sviluppato per rilanciare il mio business nei prossimi anni?

Quali sono le vostre risposte?

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