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JDF InFormato

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Obiettivo: Informare per aiutare a capire il JDF, a valutare il JDF, a scegliere o investire nel JDF. Perché: Malgrado il JDF esista da 10 anni, il livello di diffusione nel settore non risponde alle legittime aspettative iniziali. E’ mancato l’interesse? Non c’è stata sufficiente informazione? Contesto: Anche attraverso questa pagina l’intenzione è fornire un’informazione qualificata sulle tematiche relative al JDF (business case, tecnologie, prodotti) e stimolare un’attiva partecipazione collaborativa delle aziende in seno al CIP4 per contribuire allo sviluppo del JDF. Target: Aziende nel settore dell’industria grafica, della stampa, dei servizi, i fornitori di soluzioni software, di macchinari, le scuole tecniche, gli istituti di formazione professionale. Profili interessati: Imprenditori, dirigenti, responsabili d’azienda, insegnanti, studenti. Tre buoni motivi per partecipare (per gli imprenditori): 1) scoprire e capire il JDF ed i suoi vantaggi; 2) ascoltare storie di successo per capire il corretto approccio all’implementazione del JDF; 3) raccogliere gli elementi utili per valutare la fattibilità di un progetto e avvicinarsi alle numerose attività del CIP4. Tre buoni motivi per partecipare (per gli studenti). 1) conoscere da vicino il JDF ed i suoi vantaggi; 2) scoprire gli elementi necessari in un progetto di automazione dei processi con il JDF; 3) imparare un nuovo approccio nelle strategie di innovazione tecnologica.

Nasce il JDF InFormato

E' nata la pagina Facebook "JDF InFormato" per aiutare gli attori del mercato italiano a scoprire, a conoscere ed a capire meglio i vantaggi del Job Definition Format. Inoltre ho aperto una nuova pagina su questo blog dedicata all'argomento: JDF InFormato. Malgrado il ROI medio di un progetto JDF sia del 277%, che il break-even sia raggiunto ad appena 4 mesi dall’installazione, il JDF ha una diffusione globale assai modesta rispetto alle sue - ancora inesplorate - potenzialità. Come spiegare questo fenomeno? Da una prima osservazione si rileva che l’assenza di informazione o di interesse sull’argomento da parte degli imprenditori, che la mancanza di interesse generale da parte di molti operatori (fornitori e stampa specializzata), ha pesato non poco e continua a incidere sulle prospettive di crescita e diffusione di questa tecnologia. Attraverso le attività di questo gruppo cercheremo di: 1) scoprire che l’automazione dei processi attraverso il JDF è una questione di business, non tecnica; 2) ascoltare storie di successo e confrontarsi con i protagonisti di queste storie; 3) raccogliere gli elementi utili per approfondire la conoscenza e valutare la fattibilità di un progetto di automazione dei processi con il JDF. Seguiteci: sarà un percorso utile e interessante per tutti. La vostra partecipazione attiva sarà la chiave del successo di questa iniziativa.

Strategie di valorizzazione del Cliente (Parte 1 di 5)

INTRODUZIONE

Ho iniziato a pensare per la prima volta a questo articolo sin dal mese di ottobre dell’anno scorso, ma ho deciso di concretizzarlo strutturando le idee soltanto oggi, a seguito di una riflessione sul periodo di forte disorientamento che attraversano le aziende nel settore della stampa, dell’editoria, dell’industria grafica, dei servizi ad essi correlati. Il pretesto mi è giunto indirettamente dalla presentazione dell’iPad 2, la seconda generazione del tablet di Apple: un evento che continua ad alimentare dibattiti e riflessioni sulla presunta imminente fine della carta stampata. Attraverso questo articolo desidero offrire uno spunto di riflessione utile a quanti operano nei settori di riferimento sopra citati che vivono un momento molto delicato e complesso. Per farlo ritengo sia importante provare ad elaborare un esempio di percorso che dimostri come, osservando la realtà in modo diverso e creativo, sia possibile identificare strumenti utili da adottare per reagire con successo alle nuove sfide poste dall’evoluzione del mercato. Infatti sono convinto che per modificare la realtà sia necessario riflettere utilizzando con creatività elementi in essa contenuti. Facciamo un esempio che parta dallo spunto alla riflessione sopra accennata, sulla “molto presunta” imminente fine della carta stampata. Analizziamo la domanda “per quanto tempo ancora si stamperà sulla carta, prima che questa scomparirà dal mercato?” e riformuliamola come segue “quante saranno invece le aziende che scompariranno dal mercato prima ancora della carta?”. La differenza tra le due possibili risposte è evidente e si intuisce che la seconda domanda pur nella sua ineluttabile durezza, apre un dibattito vivo e concreto che tocca gli interessi di molte aziende. Questa domanda infatti non ci lascia indifferenti poiché conivolge direttamente persone e famiglie, prima ancora delle realtà produttive, aziendali e industriali. Può non essere facile ammetterlo per svariati e legittimi motivi, ma il rischio che siano molte le aziende a dover scomparire dal mercato ben prima della carta è talmente concreto da apparire quasi come certezza. Catastrofisimo? Al contrario. Guardare in faccia la realtà spesso non è piacevole, ma se farlo può aiutare a trovare elementi utili per ridisegnarla migliorandola, sicuramente vale la pena impegnarsi. Il percorso suggerito identifica tre scelte strategiche possibili, illustrandone i rispettivi vantaggi ed evidenziando il loro comune denominatore: valorizzare la centralità del Cliente all’interno di tutta la gamma di attività funzionali e operative dell’azienda. Per agevolarne la lettura ho pensato di suddividere l'articolo in cinque parti distinte in base all’argomento trattato. Le rimanenti quattro parti saranno pubblicate nel corso dei prossimi giorni. Parte 1/5: introduzione (il presente articolo). Parte 2/5: realizzazione di un progetto Lean Six Sigma. Parte 3/5: integrazione JDF dei flussi di business e di produzione. Parte 4/5: adozione di un’adeguata strategia dei contenuti digitali. Parte 5/5: conclusioni.

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Strategie di valorizzazione del Cliente (Parte 2 di 5)

REALIZZAZIONE DI UN PROGETTO LEAN SIX SIGMA

La strategia Lean Six Sigma focalizza interamente la propria attenzione sul Cliente e sulla centralità del suo ruolo in ogni attività aziendale, svolgendo la propria azione su due piani complementari: migliorare l’esperienza del Cliente conduce l’azienda a migliorare continuamente le proprie procedure, processi, prodotti e servizi. Questo miglioramento continuo (Kai-zen) diventa l’approccio generale di tutto il personale ad ogni livello in qualsiasi attività: migliorarsi per migliorare l’esperienza del Cliente diventa la nuova cultura aziendale. L’obiettivo di un progetto Lean Six Sigma è massimizzare l’efficacia e l’efficienza produttivo-gestionale, eliminare gli sprechi, i costi nascosti della non qualità, le attività di rilavorazione o quelle prive di valore aggiunto, al fine di contenere i costi e di arricchire la “value proposition” agli occhi dei Clienti. Il successo di un progetto LSS? Ridurre l’arco di tempo che intercorre tra l’acquisizione dell’ordine e l’emissione della fattura (timeline), in particolare attraverso l’applicazione del VSM (Value Stream Mapping), ma anche di altri strumenti efficaci come il TPM (Total Production Maintenance), i 5S, il Kanban e altri. Perché concentrarsi sulla riduzione della timeline? Perché in qualsiasi attività produttiva la durata delle fasi in cui viene effettivamente creato e aggiunto valore al servizio o al prodotto, varia dal 2% al 15% di tutto l’arco di tempo che intercorre tra l’acquisizione dell’ordine e la fatturazione. In altre parole: il restante 85% del tempo è fatto di attese, di passaggi, di re-work che non aggiungono o non creano valore. E’ stato stimato che il costo dell’inefficienza e dell’inefficacia causa una perdita di fatturato compresa tra il 15% ed il 20%, mentre un incremento della capacità di fidelizzazione del 5% dei clienti implica una crescita del 25% dei profitti. Creare innovazione di valore attraverso un progetto LSS significa svincolare tutte le risorse e le opportunità disponibili dalla morsa delle inefficienze per riuscire “a fare di più con meno”, a generare maggiore reddito ed a migliorare il livello di percezione della qualità da parte del Cliente. Attraverso la metodologia Lean Six Sigma è possibile offrire al Cliente servizi e prodotti di qualità superiore, senza necessariamente aumentare i prezzi. “Se il Cliente vuole la qualità, deve pagare.” E’ un’affermazione frequente nelle aziende e nella maggior parte dei casi non è del tutto sbagliata: sul conto finale del Cliente si scaricano di solito gli investimenti importanti in personale, macchinari, tecnologie e strutture. L’approccio Lean Six Sigma dimostra che le leve di miglioramento della qualità non si limitano agli investimenti in beni immobili o nel personale. Ad esempio, attraverso un progetto LSS un imprenditore è capace di identificare e di eliminare dalla propria aziena le cause alla radice delle inefficienze, degli sprechi, dei re-work presenti ad ogni livello ed in tutti i processi. In questo modo egli ottiene - senza ricorrere a nuovi investimenti - vantaggi immediati, come la riduzione dei costi, l’aumento dell’efficienza globale e il miglioramento della soddisfazione del Cliente. In quale tipologia di azienda è possibile sviluppare un progetto Lean Six Sigma? Malgrado la strategia Lean Six Sigma sia nata e si sia sviluppata nelle più grandi aziende del mondo è in grado di portare risultati e vantaggi a industrie di prodotti, aziende di servizi di tutte le dimensioni e di ogni settore. Si applica persino ad attività commerciali come i ristoranti e i negozi. Il costo di un progetto Lean Six Sigma? Invertiamo i termini della domanda e prima di domandarci il costo eventuale - ricordandoci del margine sprecato dalle inefficienze - proviamo piuttosto a chiederci “quanto costa non fare un progetto?”. Per agevolarne la lettura l'articolo è stato diviso in cinque parti. Parte 1/5: Introduzione (pubblicato il 21.04.2011). Parte 2/5: Realizzazione di un progetto Lean Six Sigma (il presente articolo). Parte 3/5: Integrazione JDF dei flussi di business e di produzione. Parte 4/5: Adozione di un’adeguata strategia dei contenuti digitali. Parte 5/5: Conclusioni.

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Strategie di valorizzazione del Cliente (Parte 3 di 5)

INTEGRAZIONE JDF DEI FLUSSI DI BUSINESS E PRODUZIONE

La progettazione e l’implementazione di un flusso integrato JDF (Job Definition Format) sono una scelta strategica determinante che evidenzia l’obiettivo di un’azienda grafica di dedicare la massima attenzione al miglioramento del livello di percezione della qualità da parte del Cliente. Il progetto di implementazione del flusso JDF mira a collegare i numerosi reparti che oggi utilizzano strumenti informatici al di fuori della logica strutturata e organizzata dei flussi di lavoro integrati. Il cuore di un progetto JDF è il Management Information System (MIS), una soluzione centralizzata e condivisa nella quale confluiscono e dalla quale vengono distribuite le informazioni a tutte le aree funzionali dell’azienda: produzione, amministrazione, contabilità, acquisti, magazzino, logistica. Il MIS agevola lo scambio in tempo reale di dette informazioni, evitando problemi di flussi ridondanti, di informazioni incomplete, perdita di dati, inefficienze gestionali, ritardi, errori amministrativi, contabili, ecc. E’ così che la commessa si converte in file digitale, assimilabile ad un Job Ticket che segue il lavoro in ogni fase del flusso, arricchendosi tra una tappa e l’altra di tutte le informazioni. Di fatto la raccolta delle informazioni rappresenta una delle due facce della medaglia di un flusso integrato con il JDF: l’altra è rappresentata dallo scambio interattivo ed in tempo reale dei dati tra tutte le aree funzionali dell’azienda.

[...] la consegna, il formato, il numero di pagine, la tipologia della carta, la grammatura, la lavorazione (cordonatura, piega, magari una fustella e anche un punto colla per un coupon), la quantità, i colori, gli inchiostri per le lavorazioni speciali, le vernici richieste, l’indirizzo del destinatario, quello di fatturazione [...]

Quest testo è un estratto del mio articolo Uno standard globale per il settore delle Arti Grafiche pubblicato su Eccellere a giugno 2010. I vantaggi del flusso JDF si moltiplicano in modo esponenziale per tutti quei lavori periodici che contengono elementi di ripetitività: con il JDF non solo si velocizzano enormemente tutte le fasi di lavoro, ma se ne aumenta la precisione a vantaggio diretto del Cliente e dell’azienda. L’importanza strategica dell’integrazione di un flusso JDF è racchiusa concretamente nel fatto che il principale beneficiario è e rimane il Cliente finale, il quale finalmente vede eseguire i propri lavori in tempi più brevi, con maggiore precisione e puntualità, senza ripercussioni sui prezzi. Nel momento in cui il Cliente trae beneficio dalla relazione virtuosa con il proprio fornitore, si crea innovazione di valore: entrambi hanno qualcosa di importante da guadagnare. Grazie al JDF, alla tecnologia che lo supporta, alle soluzioni che lo integrano lungo tutta la filiera di produzione dell’industria grafica, la relazione con il Cliente diventa uno stimolo al miglioramento continuo, un elemento gratificante e di crescita per l’azienda. Dal 2005 il sottorscritto è uno dei membri italiani attivi del CIP4 ovvero l’International Cooperation for the Integration of Processes in Prepress, Press and Postpress Organization per lo sviluppo e per la diffusione dello standard Job Definition Format (JDF) nel mercato delle arti grafiche. (Consulta il sito del CIP4 per ogni ulteriore approfondimento.) Per agevolarne la lettura l'articolo è diviso in cinque parti. Parte 1/5: Introduzione (pubblicato il 21.04.2011). Parte 2/5: Realizzazione di un progetto Lean Six Sigma (pubblicato il 28.04.2011). Parte 3/5: Integrazione JDF dei flussi di business e di produzione il presente articolo. Parte 4/5: Adozione di un’adeguata strategia dei contenuti digitali. Parte 5/5: Conclusioni.

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