SaaS

Strategie di valorizzazione del Cliente (Parte 4 di 5)

STRATEGIA DI GESTIONE DEI CONTENUTI DIGITALI

Gestire adeguatamente ogni tipo di contenuto digitale per assicurarne una distribuzione efficace e rapida su carta e web permette di intercettare le nuove esigenze del Cliente, traducendole e concretizzandole in servizi innovativi. E’ così che la strategia per la gestione dei contenuti valorizza l’entità “Utente-Lettore-Cliente” di un’industria grafica, un editore, un service, un’agenzia o uno stampatore. Gestire i contenuti digitali nell’èra del digitale significa procedere alla loro classificazione, organizzazione e indicizzazione: in una parola devono essere strutturati. Perché? Per ridurre il “time-to-market” della comunicazione dei propri clienti, per creare flussi digitali integrati che ne massimizzano l’efficacia della condivisione e della pubblicazione, per aumentare l’efficienza dell’utilizzo e del ri-utilizzo delle risorse digitali. Dove? Come punto di partenza devono essere strutturati in un DAM (Digital Asset Management). Un database relazionale, sicuro, veloce, web based, condiviso e condivisibile intorno al quale tutti gli attori della filiera collaborano secondo una logica di processo strutturato. Meglio se il DAM non è l’unico strumento e se tutto intorno si allacciano strumenti tra loro integrati per creare impaginati, per trasformarli in contenuti multimediali per i tablet, per i social media e per siti web. Quali formati? Ideale è l’impiego di contenuti neutri (esempio .xml, immagini, ...) sganciati dai formati proprietari utilizzati durante la fase di impaginazione o di realizzazione dell’output (.doc, .indd, .pdf, .qxd, ...). I vantaggi di ordine pratico? La velocità, la sicurezza, la flessibilità e l’efficienza. I vantaggi in termini di business? Oltre a ridurre il “time-to-market” della propria comunicazione e quella del propio Cliente, strutturare i contenuti digitali consente la creazione di processi di produzione rapidi, efficienti, flessibili: una “value proposition” irresistibile per qualsiasi azienda. Anche le realtà più piccole sono interessate dalla gestione dei contenuti? Non lo sono meno di altre realtà: piccole, medie e grandi aziende possono trarre indubbi vantaggi per se e per i loro Clienti da un’adeguata strategia per la gestione dei contenuti. Oggi inoltre, con l’evoluzione del “cloud computing” e dei servizi ad esso collegati come il SaaS (software come servizio) o il PaaS (piattaforma come servizio) sono disponibili nuovi modelli di business nei quali non sono più richiesti importanti investimenti di hardware. Chi può gestire i contenuti? Agenzie, service, industrie grafiche, editori, stampatori nessuno è escluso. Il primo che coglie il valore della proposta innovativa da offrire al proprio Cliente, diventa il capo commessa che fà sedere gli altri intorno al proprio sistema in veste di semplici attori della filiera. La strategia della gestione dei contenuti massimizza il valore del Cliente in una modalità “estrema” e significativa. Infatti, attraverso di essa, le nostre aziende di riferimento si preparano ad un mutamento epocale del mercato, che determina una profonda trasformazione del business. Pur di non perdere il Cliente, pur di continuare a servirlo con servizi innovativi ad elevato valore aggiunto grazie ad un’adeguata gestione dei contenuti digitali, queste aziende passano da un modello secolare imperniato sulla carta stampata, ad un nuovo modello misto, multicanale. Così industrie grafiche, service, agenzie, stampatori si specializzano nella gestione e distribuzione dei contenuti della comunicazione sulla carta stampata e online (“content distributor”), mentre gli editori diventano fornitori di contenuti di informazione di valore, specializzati nella loro creazione, vendita e distribuzione su ogni piattaforma.

Strategie di valorizzazione del Cliente (Parte 5 di 5)

CONCLUSIONE

Massimizzare la qualità dell’esperienza del Cliente esterno - colui che paga - come quella del Cliente interno - l'attore della catena del valore - porta indubbi e reciproci vantaggi per azienda e Cliente. La condizione essenziale affinché ciò avvenga, è che quest’ultimo costituisca il riferimento concreto in ogni processo di business, di produzione, di distribuzione, di comunicazione e di gestione aziendale. Attraverso i quattro articoli precedentemente pubblicati - e riportati qui sotto - abbiamo visto come la valorizzazione del Cliente rappresenti un valido percorso di uscita dalla crisi e abbiamo evidenziato alcuni strumenti utili per applicare questa strategia alla realtà. In conclusione, centralizzare l’attenzione sul Cliente costituisce una potente leva strategica di sviluppo per l’azienda, poiché crea “innovazione di valore continua” e diffonde una nuova cultura imprenditoriale basata su una relazione virtuosa tra azienda e Cliente, nella quale entrambe le parti traggono indubbi vantaggi. Forza e coraggio! Forza, perché ciò che troveremo domani dopo questa crisi sarà esattamente ciò che abbiamo costruito oggi. Coraggio, perché le crisi non capitano mai per caso e ci aiutano a trovare una verità che dobbiamo decifrare per ridisegnare la realtà migliorandola.


Per ricevere automaticamente i prossimi post è sufficiente iscriversi alla newsletter (nel riquadro in alto a sinistra) lasciando il proprio email e cliccando il bottone "RICEVI LE NEWS VIA MAIL". In alternativa è possibile abbonarsi al sito con un normale RSS Feeder utilizzando il seguente collegamento: http://feeds-feedburner.com/LucaLeonardini-it In questo modo i post vi arriveranno automaticamente non appena saranno pubblicati.

Il futuro esiste già, cosa aspettiamo?

Media4Markets è una società leader nella comunicazione finanziaria e della corporate communication, con uffici a New York, Londra, Monaco, Dusseldorf, attiva nei servizi di crossmedia marketing, di soluzioni e idee crossmediali che consentono approcci interdipendenti per televisione, radio, stampa, web e app. Tra le loro referenze troviamo RBS (Royal Bank of Scotland) con una rivista mensile di trading che ha una distribuzione di 100.000 copie, con 100 pagine prodotta interamente da M4M. La società opera nel settore dell'informazione finanziaria con tutte le banche attive in Germania incluso Unicredit. Perché avete scelto censhare?

  • Perché è la piattaforma che assicura una comunicazione diretta e veloce del nostro messaggio su ogni canale.
  • Perché assicurare la convergenza digitale e di media in unico sistema è un vantaggio strategico.
  • Perhcé censhare offre tutte le funzionalità necessarie per la creazione di contenuti, per la loro distribuzione efficace su tutti i canali.
  • Perché la soluzione SaaS di censhare copre l'intero processo di produzione: lo useremo anche per la creazione di newsletter quotidiane e settimanali, per creare versioni tablet delle stesse, per coprire tutti i canali in un approccio tipicamente crossmedia.

Quando tocco con mano cosa accade in molte realtà fuori dal nostro paese, quando vedo l'approccio e il metodo utilizzato per creare vera innovazione attraverso l'implementazione nuove soluzioni, mi chiedo come mai in Italia siamo sempre lì a raccontarcela. Le risposte che trovo sono quasi sempre le stesse: c'è chi piange in attesa di aiuti e finanziamenti, chi pontifica dalle riviste, dagli eventi pubblici senza dire mai niente di rilevante e soprattutto di utile alla collettività, ci sono i fornitori (solo alcuni di essi!) che continuano a vendere software progettato oltre 5 o 6 anni fa (un'èra preistorica per lo sviluppo informatico), ci sono gli imprenditori che credendo di investire, spendono i loro soldi con i "fornitori amici" (quelli che ti danno le pacche sulle spalle da quando li conosci), ci sono gli imprenditori immobilizzati dal terrore (più che legittimo) di muoversi. Non è un'immagine incoraggiante, lo ammetto anche se rimango convinto che da questo punto in poi, non può che migliorare. Perché in Italia l'innovazione deve essere un concetto così difficile da fare capire? Questo post da una parte desidera informare e documentare un tema molto attuale e da un'altra desidera attivare un confronto su questo tema. Voi come la vedete? Editori, imprenditori delle arti grafiche, stampatori, imprenditori e basta, di qualsiasi settore, addetti al marketing, alla comunicazione: cosa ne dite?