Strategie di valorizzazione del Cliente (Parte 5 di 5)
CONCLUSIONE

Massimizzare la qualità dell’esperienza del Cliente esterno - colui che paga - come quella del Cliente interno - l'attore della catena del valore - porta indubbi e reciproci vantaggi per azienda e Cliente. La condizione essenziale affinché ciò avvenga, è che quest’ultimo costituisca il riferimento concreto in ogni processo di business, di produzione, di distribuzione, di comunicazione e di gestione aziendale. Attraverso i quattro articoli precedentemente pubblicati - e riportati qui sotto - abbiamo visto come la valorizzazione del Cliente rappresenti un valido percorso di uscita dalla crisi e abbiamo evidenziato alcuni strumenti utili per applicare questa strategia alla realtà. In conclusione, centralizzare l’attenzione sul Cliente costituisce una potente leva strategica di sviluppo per l’azienda, poiché crea “innovazione di valore continua” e diffonde una nuova cultura imprenditoriale basata su una relazione virtuosa tra azienda e Cliente, nella quale entrambe le parti traggono indubbi vantaggi. Forza e coraggio! Forza, perché ciò che troveremo domani dopo questa crisi sarà esattamente ciò che abbiamo costruito oggi. Coraggio, perché le crisi non capitano mai per caso e ci aiutano a trovare una verità che dobbiamo decifrare per ridisegnare la realtà migliorandola.
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- Introduzione (pubblicato il 21.04.2011).
- Realizzazione di un progetto Lean Six Sigma (pubblicato il 28.04.2011).
- Integrazione JDF dei flussi di business e di produzione (pubblicato il 04.05.2011).
- Adozione di un’adeguata strategia dei contenuti digitali (pubblicato il 16.05.2011)
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Strategie di valorizzazione del Cliente (Parte 4 di 5)
STRATEGIA DI GESTIONE DEI CONTENUTI DIGITALI
Gestire adeguatamente ogni tipo di contenuto digitale per assicurarne una distribuzione efficace e rapida su carta e web permette di intercettare le nuove esigenze del Cliente, traducendole e concretizzandole in servizi innovativi. E’ così che la strategia per la gestione dei contenuti valorizza l’entità “Utente-Lettore-Cliente” di un’industria grafica, un editore, un service, un’agenzia o uno stampatore. Gestire i contenuti digitali nell’èra del digitale significa procedere alla loro classificazione, organizzazione e indicizzazione: in una parola devono essere strutturati. Perché? Per ridurre il “time-to-market” della comunicazione dei propri clienti, per creare flussi digitali integrati che ne massimizzano l’efficacia della condivisione e della pubblicazione, per aumentare l’efficienza dell’utilizzo e del ri-utilizzo delle risorse digitali. Dove? Come punto di partenza devono essere strutturati in un DAM (Digital Asset Management). Un database relazionale, sicuro, veloce, web based, condiviso e condivisibile intorno al quale tutti gli attori della filiera collaborano secondo una logica di processo strutturato. Meglio se il DAM non è l’unico strumento e se tutto intorno si allacciano strumenti tra loro integrati per creare impaginati, per trasformarli in contenuti multimediali per i tablet, per i social media e per siti web. Quali formati? Ideale è l’impiego di contenuti neutri (esempio .xml, immagini, ...) sganciati dai formati proprietari utilizzati durante la fase di impaginazione o di realizzazione dell’output (.doc, .indd, .pdf, .qxd, ...). I vantaggi di ordine pratico? La velocità, la sicurezza, la flessibilità e l’efficienza. I vantaggi in termini di business? Oltre a ridurre il “time-to-market” della propria comunicazione e quella del propio Cliente, strutturare i contenuti digitali consente la creazione di processi di produzione rapidi, efficienti, flessibili: una “value proposition” irresistibile per qualsiasi azienda. Anche le realtà più piccole sono interessate dalla gestione dei contenuti? Non lo sono meno di altre realtà: piccole, medie e grandi aziende possono trarre indubbi vantaggi per se e per i loro Clienti da un’adeguata strategia per la gestione dei contenuti. Oggi inoltre, con l’evoluzione del “cloud computing” e dei servizi ad esso collegati come il SaaS (software come servizio) o il PaaS (piattaforma come servizio) sono disponibili nuovi modelli di business nei quali non sono più richiesti importanti investimenti di hardware. Chi può gestire i contenuti? Agenzie, service, industrie grafiche, editori, stampatori nessuno è escluso. Il primo che coglie il valore della proposta innovativa da offrire al proprio Cliente, diventa il capo commessa che fà sedere gli altri intorno al proprio sistema in veste di semplici attori della filiera. La strategia della gestione dei contenuti massimizza il valore del Cliente in una modalità “estrema” e significativa. Infatti, attraverso di essa, le nostre aziende di riferimento si preparano ad un mutamento epocale del mercato, che determina una profonda trasformazione del business. Pur di non perdere il Cliente, pur di continuare a servirlo con servizi innovativi ad elevato valore aggiunto grazie ad un’adeguata gestione dei contenuti digitali, queste aziende passano da un modello secolare imperniato sulla carta stampata, ad un nuovo modello misto, multicanale. Così industrie grafiche, service, agenzie, stampatori si specializzano nella gestione e distribuzione dei contenuti della comunicazione sulla carta stampata e online (“content distributor”), mentre gli editori diventano fornitori di contenuti di informazione di valore, specializzati nella loro creazione, vendita e distribuzione su ogni piattaforma.