Lean Six Sigma

Sedici Anni di Customer Satisfaction

Customer Satisfaction

L’immagine di questo post è la scansione di un articolo della rivista Fortune di luglio 1997 che ho conservato e ritrovato di recente con alcuni vecchi appunti. Il concetto di soddisfazione del cliente da allora si è evoluto sino ad oggi e ...

Per Offrire Valore Al Cliente Bisogna Percepire Il Valore Dei Servizi Acquistati

Valore dei servizi per il cliente

Propongo una riflessione partendo da una rappresentazione schematica di due stereotipi molto familiari nel panorama del business odierno. La prima immagine è del consulente che offre i propri servizi all’impresa con l’approccio del “mordi e fuggi” il cui unico scopo è la vendita. La seconda immagine invece è quella dell’impresa che cercando di ottenere il massimo con il minimo, “spreme il limone” talvolta sino all’inverosimile - dove il limone può essere a turno il fornitore, il cliente, il collaboratore o l’impiegato. 

Quattro Fattori di Successo della User eXperience

Esperienza del cliente

Una delle principali sfide nel contesto del social business è come un’azienda possa essere “customer-driven” o ancora meglio come possa sviluppare un interesse ossessivamente sano per la “UX” (la User eXperience). Esistono quattro fattori complementari che se gestiti e sviluppati in un contesto caratterizzato da una genuina apertura culturale al nuovo da parte della leadership, agevolano il successo di un approccio orientato alla “UX”.

  • L’esperienza del cliente: E’ bene considerare che questa inizia sin dal primo contatto con l’azienda da parte del cliente “non ancora cliente”, quindi inizia ben prima dell’acquisto del bene o del servizio in questione, per continuare con una serie diversificata di esperienze: qualità e semplicità nel reperire le informazioni necessarie per valutare l’acquisto, qualità e velocità nella procedura di registrazione-acquisto, qualità ed efficacia del servizio di assistenza post vendita, qualità e pertinenza della comunicazione marketing, per citarne solo alcune. Ciascuna di queste esperienze offre opportunità a clienti e non clienti di condividere informazioni con la comunità. Quanto più l’azienda è orientata alla “UX”, tanto più positivi saranno i feedback condivisi attraverso i social media.
  • Il dialogo: Con il social business l’azienda impara a dialogare, ad ascoltare la comunità, a comprenderne le aspettative, i desideri inespressi, a fare domande, a facilitare lo scambio di relazioni sui canali sociali. Tutto ciò non avviene solo attraverso la presenza diretta del sito o del blog, ma anche partecipando attivamente alle discussioni animate da gruppi e forum specifici.
  • I contenuti: Ciò che maggiormente lega e attira i fan sul sito o sul blog di un’azienda è la qualità e la rilevanza dei contenuti proposti in modo del tutto autentico e genuino.
  • La collaborazione: Sapere ascoltare i clienti implica sviluppare l’abilità di tradurre nella pratica gli input provenienti dall’esterno per migliorare concretamente prodotti, servizi e processi. Impossibile giungere a questo risultato senza l’appoggio completo e incondizionato della leadership.

Immagine di: christopher labrooy

Lean Six Sigma & Web Marketing Insieme Per Il Cliente

Lean Six Sigma & Web Marketing

Sono numerose le similitudini tra il Lean Six Sigma ed il Web Marketing e credo che in termini di importanza il primo grande punto di contatto tra queste due discipline sia quello che entrambe condividono l'esigenza di partire dal punto di vista del cliente per definire il valore del prodotto o del servizio. Nell'implementazione della strategia Lean Six Sigma si parte dall'ascolto della voce del cliente (Voice of the Customer) il quale ha ben chiari quali sono i suoi parametri specifici per la qualità (Critical to Quality o CTQ). Per quanto riguarda il Web Marketing, Seth Godin afferma che il non saper rilevare o captare ciò che per il cliente rappresenta il valore, costituisce una seria minaccia alla sopravvivenza dell'impresa. Come muoversi dunque? Da grande esperto mondiale di Web Marketing, Godin ci suggerisce di imparare a costruire nuove relazioni con i clienti attraverso l'impiego sapiente del social business per far sì che ogni volta questi scelgano consapevolmente di acquistare il nostro prodotto o il nostro servizio. Egli sottolinea inoltre che il tipo di rapporto sviluppato con i clienti diventa un punto di forza dell'azienda e che nel futuro la principale preoccupazione per il marketing deve essere il dialogo sapientemente costruito intorno al prodotto/servizio e non più il semplice prodotto o servizio. Quante sono le aziende che conoscono effettivamente i loro clienti? Rilevare ciò che veramente conta per il cliente utilizzando strumenti quali il CTQ o il QFD (Quality Function Deployment) ha un valore fondamentale: aiuta a definire il prodotto o il servizio esattamente come lo vuole il cliente ed inoltre aiuta l'azienda a compiere il suo primo passo verso l'organizzazione snella. Perché dopo tutto fornire il prodotto o il servizio sbagliato (non richiesto dal cliente) anche se nel modo giusto, per la Lean costituisce già una prima forma di spreco da combattere.

100% Social Business In 3 Step

Una storia vera a lieto fine

Vi racconto come è andata. Da alcuni anni per completare i miei lavori di presentazione sono abituato a utilizzare un piccolo software per realizzare video da schermo: JingPro della TechSmith. Costa €14.50 e registra direttamente in formato “.mp4” sino ad un massimo di 5 minuti, il che è più che sufficiente per soddisfare le mie esigenze lavorative. Mi ci trovo bene e lo uso volentieri, ma ad un certo punto per qualche motivo il software non riusciva più ad attivare il cambio di account costringendomi così ad utilizzare la versione base di Jing che salva solo dei file in formato “.swf”. Per me si trattava di un serio inconveniente dal momento che l’inserimento di video in formato “.mp4” nelle presentazioni di Keynote, rappresenta un importante valore aggiunto del mio lavoro finale. Stavo letteralmente rincorrendo il tempo che non avevo e mi mancava la concentrazione per leggere la lista infinita di articoli nel knowledge base alla ricerca di indizi utili. Mi sono chiesto “perché tutto questo? Ho solo bisogno di utilizzare la mia licenza di JingPro per completare il lavoro. Tutto qui, non chiedo altro.” Dopo una serie di tentativi durati un paio di giorni per cercare un contatto diretto, ho finalmente trovato una pagina di feedback. Non ho esitato un istante: ho lasciato un commento (che leggete nello screen shot qui sotto) per niente diplomatico dal quale si evince in particolare frustrazione e rabbia per non essere stato ascoltato e per aver perso tempo prezioso a causa di un malfunzionamento del software. Wowing Customer 1 In meno di un’ora il Global Head delle PR ha risposto con parole molto semplici al mio commento dimostrando particolare empatia per il caso e una genuina preoccupazione per avermi causato una perdita di tempo oltre al disservizio. Per farla breve in meno di 24 ore (tenendo presente la differenza di fuso orario tra USA e Europa) il problema è stato risolto. Finalmente sono riuscito a portare a termine il lavoro! Wowing Customer 2 Per me la storia era già chiusa: ero soddisfatto e gratificato dal risultato del lavoro oltre che per l’esito positivo del contatto. Animato da questi sentimenti sono tornato sulla pagina del feedback per lasciare un nuovo commento (questa volta positivo!) e per ringraziare tutti quelli che mi avevano aiutato. Ma per TechSmith invece la storia non era finita: hanno preso atto della serie di problemi da loro causati ed hanno deciso di fare un piccolo gesto regalandomi una licenza di Snagit, il loro software che registra screen cast illimitati direttamente in formato “.mp4”, con funzioni di video editing che costa €47,95. Wowing Customer 3Wow! Ecco la mia reazione. Sono veramente rimasto sorpreso! Mi hanno trasformato da cliente molto insoddisfatto a cliente molto soddisfatto in tre semplici mosse:

  1. Hanno riconosciuto il problema dimostrando empatia.
  2. Hanno reagito immediatamente risolvendo il problema.
  3. Hanno superato ogni mia aspettativa.

Credo che si tratti di un ottimo esempio del valore strategico nel business odierno di avere sempre realmente a cuore l’esperienza del cliente. Avete qualche storia da raccontare e da condividere di una vostra esperienza diretta? Con o senza lieto fine?

Gli sprechi invisibili che incidono sui margini di profitto dell’impresa

Gran parte delle aziende di ogni settore e dimensione spreca ogni giorno ingenti quantità di risorse: ciò avviene inconsapevolmente poiché oltre a essere insidiosi, molti sprechi tendono ad essere nascosti così da rendere più difficoltosa la loro identificazione e la conseguente soluzione. L’identificazione degli sprechi però è solo una parte del problema: infatti una volta identificato il tipo di spreco è necessario comprenderne le cause, applicare la soluzione per portare il miglioramento ed infine coltivare il metodo affinché i risultati raggiunti nell’azione correttiva siano continui si mantengano nel tempo. Lo spreco si identifica con ogni tipo di sforzo o di consumo di risorse che non aggiunge alcun valore al prodotto o servizio acquistato o usufruito dal cliente finale. Riflettendo sul motivo per il quale una società nasce ed esiste dovremmo concludere senza ombra di dubbio, che lo scopo sia quello di generare profitto senza il quale non c’è ritorno per gli azionisti e non si crea sufficiente ricchezza per mantenere la società nel business. E’ dunque il guadagno il motore del business. L’applicazione del ciclo virtuoso della “reazione a catena” di Edwards Deming vale indistintamente per le società con e senza scopo di lucro, poiché ciò che conta è fornire servizi o prodotti per i quali il margine generato dalla vendita, generi profitto. E’ fondamentale imparare il concetto basilare che vi è guadagno solo quando il cliente riceve un valore superiore al costo necessario per produrre il prodotto o il servizio acquistato. L’assimilazione di questo concetto agevola l’identificazione degli sprechi e l’esame di ciò si ritiene necessario per incrementare il business e offrire un servizio al cliente superiore a quello della concorrenza. Prendiamo in esame questo dato di fatto: dal 25% al 75% del lavoro in una società di servizi, si consuma in attività non valoriali, che non aggiungono alcun valore per il cliente. Ciò significa che una società con un milione di Euro di budget del personale, ha delle potenzialità di risparmio che partono da €250.000. Nei prossimi post illustrerò con degli esempi 5 tipi di sprechi “invisibili”. L’argomento è di grande attualità; mi auspico anche di utilità per chi dedicherà del tempo alla lettura di queste righe e per chi vorrà condividere commenti o esperienze sul tema.

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