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Il giorno dopo il Digital Printing Forum 2011

Vi racconto le domande che sono state fatte durante la tavola rotonda di ieri e le risposte emerse. Domanda: Quali sono gli elementi che stanno più influenzando, a vostro parere, l’industria editoriale? Ritengo sia da evidenziare una tendenza molto diffusa nel mercato italiano delle arti grafiche ad una scarsa visione strategica di molti imprenditori e dirigenti eccessivamente concentrati o distratti dal raggiungimento dei risultati a breve termine. E’ come se molti (non tutti) avessero smarrito il coraggio di “imprèndere” e avessero deciso di stare a guardare aspettando la mossa del concorrente più vicino. Si tratta di un aspetto critico all’origine di un altro fattore da evidenziare: l’assenza molto diffusa di un’adeguata strategia nella gestione dei contenuti, per il semplice fatto che il problema non viene colto nella sua vera natura: infatti esso è considerato a torto, un problema tecnico quando invece è un problema prettamente strategico la cui identificazione e soluzione non compete ai reparti IT bensì agli imprenditori. Un’adeguata strategia di gestione dei contenuti è infatti una leva di sviluppo strategico in quanto consente di ottimizzare l’efficacia dei processi di distribuzione e di gestione dei dati. Che si parli di arti grafiche, di editoria, di servizi, di industria i contenuti nella loro forma più granulare sono file di testo, di immagini, audio, video e sono i medesimi per tutti. Domanda: Quale ruolo può avere la stampa digitale (in Italia) nei processi di trasformazione dei modelli distributivi di contenuti editoriali? Dal punto di vista di un fornitore di tecnologia e di servizi come censhare, la stampa digitale rappresenta una delle molteplici modalità di distribuzione dei contenuti. Indubbiamente, nel panorama attuale dell’evoluzione del settore delle arti grafiche, la stampa digitale sembra essere la più vicina a cogliere le nuove opportunità offerte dal mercato, di quanto non sia ormai la stampa tradizionale. Comunque, dati variabili o meno, anche in questo caso in assenza di un’adeguata strategia di gestione dei contenuti si registrano gravi inefficienze e criticità nel momento in cui si deve trasformare questi contenuti per la distribuzione multicanale. Domanda: Stampa quotidiana in digitale. Quanto pensate sia già realtà, quanto sia una ipotesi prospettica di nicchia geografica o di nicchia editoriale, quanto dipendente dalle diverse modalità di gestire la diffusione multicanale e di gestire l’advertising multicanale o locale. Ritengo che la stampa quotidiana in digitale sia sicuramente una grande realtà ed a mio avviso è molto vicina alle nuove emergenti tecnologie di esternalizzazione dei servizi in modalità cloud computing. E’ facile immaginare un paio di scenari: il primo, in occasione di una fiera o di un evento internazionale, un’agenzia di comunicazione può produrre e mettere in circolazione dei quotidiani stampati in digitale utilizzando piattaforme editoriali in modalità SaaS, senza bisogno di grossi investimenti o di importanti installazioni di hardware. Il secondo riguarda i quotidiani: la contrazione delle tirature avrà come possibile conseguenza che la stampa dei quotidiani potrà convertirsi al digitale. Infatti non è inverosimile ipotizzare che quando i centri stampa attuali non saranno più in grado di sostenere i costi di tirature sempre più ridotte, per effetto naturale si passerà al digitale. Vivi complimenti a una realtà come Rotolito Lombarda che ha saputo guardare oltre l’orizzonte, capire il percorso evolutivo del mercato preparandosi adeguatamente con un investimento straordinariamente unico. Un ringraziamento a Enrico Barboglio 4IT Group e a Fausto Ceolini Xplor Italia per avermi invitato.

Echi dal Digital Printing Forum

In occasione del Digital Printing Forum del 23 febbraio a Milano 2, durante la tavola rotonda sul tema dell’innovazione nell’editoria libraria e dei quotidiani, ho affrontato il tema di come la strategia per la gestione dei contenuti sia uno strumento strategico fondamentale per lo sviluppo ed il rilancio del business nel settore delle arti grafiche nel quale rientra la stampa digitale. (vedi il mio articolo pubblicato sul sito Eccellere.com Nuovi paradigmi della comunicazione) Questo il senso dell’invito alla riflessione e della domanda rivolta al pubblico, anche se è opportuno precisare che ahimè, per mancanza di tempo, non si è potuta svolgere la sessione di domande e interazione col pubblico. Che si tratti di uno stampatore classico o digitale, di un editore, di un’industria grafica a ciclo completo o di un service, il problema accomuna tutti quanti: siete pronti con un’adeguata strategia di gestione dei contenuti, ad affrontare il momento ineluttabile in cui inizierete a registrare una contrazione delle vostre commesse di pre-stampa e di stampa (di qualsiasi tipo di prodotto)? In altre parole, siete in grado di impiegare quegli stessi contenuti che oggi trattate in prestampa e in stampa su altre piattaforme? Avete predisposto nuovi processi di gestione e di distribuzione dei contenuti ispirati a nuovi criteri di efficacia gestionale, di flessibilità e di ottimizzazione delle risorse? Il caso riguarda sia le aziende specializzate nella prestampa, nella stampa di cataloghi di prodotto, così come gli editori di libri e di quotidiani: chi si è dotato di un’adeguata strategia di gestione dei contenuti e di piattaforme tecnologiche appropriate, non avrà nessuna difficoltà a compensare la contrazione delle commesse, con l’erogazione di nuovi servizi, ad esempio, di gestione e distribuzione dei contenuti sui siti web, sui tablet, sugli e-Reader, sugli smart phone. E’ stato utile precisare inoltre, che la scelta operata da alcune realtà, di andare in India a produrre i propri file di e-Book per beneficiare dei bassi costi, ci offre due informazioni utili su queste aziende: si sono concentrate sul corto termine ed hanno deciso di rinviare la soluzione del problema. Da queste brevi riflessioni si possono cogliere i segni dell’inizio della trasformazione delle industrie di stampa, dei service di prestampa in “distributori di contenuti”, e degli editori di libri o quotidiani in “brand” produttori di contenuti ad alto valore aggiunto. Nessuno si illude che si tratti di una transizione facile e tantomeno indolore, ma sicuramente aiuterà a definire nuovi paradigmi e nuovi criteri sui quali si fonderà il mercato delle “nuove arti grafiche” e della “nuova editoria”.

Tavola rotonda Digital Printing Forum 2011

Il futuro esiste già, cosa aspettiamo?

Media4Markets è una società leader nella comunicazione finanziaria e della corporate communication, con uffici a New York, Londra, Monaco, Dusseldorf, attiva nei servizi di crossmedia marketing, di soluzioni e idee crossmediali che consentono approcci interdipendenti per televisione, radio, stampa, web e app. Tra le loro referenze troviamo RBS (Royal Bank of Scotland) con una rivista mensile di trading che ha una distribuzione di 100.000 copie, con 100 pagine prodotta interamente da M4M. La società opera nel settore dell'informazione finanziaria con tutte le banche attive in Germania incluso Unicredit. Perché avete scelto censhare?

  • Perché è la piattaforma che assicura una comunicazione diretta e veloce del nostro messaggio su ogni canale.
  • Perché assicurare la convergenza digitale e di media in unico sistema è un vantaggio strategico.
  • Perhcé censhare offre tutte le funzionalità necessarie per la creazione di contenuti, per la loro distribuzione efficace su tutti i canali.
  • Perché la soluzione SaaS di censhare copre l'intero processo di produzione: lo useremo anche per la creazione di newsletter quotidiane e settimanali, per creare versioni tablet delle stesse, per coprire tutti i canali in un approccio tipicamente crossmedia.

Quando tocco con mano cosa accade in molte realtà fuori dal nostro paese, quando vedo l'approccio e il metodo utilizzato per creare vera innovazione attraverso l'implementazione nuove soluzioni, mi chiedo come mai in Italia siamo sempre lì a raccontarcela. Le risposte che trovo sono quasi sempre le stesse: c'è chi piange in attesa di aiuti e finanziamenti, chi pontifica dalle riviste, dagli eventi pubblici senza dire mai niente di rilevante e soprattutto di utile alla collettività, ci sono i fornitori (solo alcuni di essi!) che continuano a vendere software progettato oltre 5 o 6 anni fa (un'èra preistorica per lo sviluppo informatico), ci sono gli imprenditori che credendo di investire, spendono i loro soldi con i "fornitori amici" (quelli che ti danno le pacche sulle spalle da quando li conosci), ci sono gli imprenditori immobilizzati dal terrore (più che legittimo) di muoversi. Non è un'immagine incoraggiante, lo ammetto anche se rimango convinto che da questo punto in poi, non può che migliorare. Perché in Italia l'innovazione deve essere un concetto così difficile da fare capire? Questo post da una parte desidera informare e documentare un tema molto attuale e da un'altra desidera attivare un confronto su questo tema. Voi come la vedete? Editori, imprenditori delle arti grafiche, stampatori, imprenditori e basta, di qualsiasi settore, addetti al marketing, alla comunicazione: cosa ne dite?

Centralizzare per delocalizzare. Parte 3: Industria

Terzo e ultimo post dedicato alle diverse modalità di declinazione del concetto “centralizzare per delocalizzare” evocato per illustrare la strategia innovativa per la gestione dei contenuti. Nei primi post ho illustrato il caso delle agenzie di servizi, nel secondo degli editori (media company) e nel presente post illustro il caso relativo all’industria attraverso l’esempio della LST, un’azienda fortemente proiettata sul mercato europeo, produttrice di macchine scavatrici e movimento terra. Nel filmato incorporato i responsabili della LST spiegano il perché del successo della loro scelta. Nel settore industriale la comunicazione aziendale deve necessariamente ispirarsi a criteri di elevata efficienza oltre che al consolidamento dei processi. Nell’approcio che parte dal concetto “centralizzare per decentralizzare” il primo importante risultato consiste in un considerevole abbattimento del time-to-market: una value proposition di grande rilievo per le aziende attive su un mercato sempre più competitivo ed in rapida evoluzione. Il secondo risultato di rilievo conseguito da questa gestione innovativa dei contenuti è di un forte consolidamento di tutti i processi di marketing e di comunicazione: elementi fondamentali che contribuiscono al consolidamento del Brand a livello globale. Per un’industria la produzione di cataloghi, riviste per clienti, brochure, volantini, schede tecniche, ecc. da declinare in molte lingue, da distribuire simultaneamente, senza ridondanze e in tempo reale su carta, siti web, tablet e social media è una sfida strategica fondamentale: riuscirci significa potenziare il proprio margine competitivo in un mercato in continuo movimento. Il successo di questa strategia realmente capace di creare una vera innovazione di valore, si concretizza nella capacità dell’azienda di allineare la governance della propria comunicazione alle mutevoli esigenze dei nuovi mercati in costante evoluzione.

Centralizzare per delocalizzare. Parte 2: New media

Ho già dedicato un post alla strategia innovativa per la gestione dei contenuti sintetizzabile nel concetto centralizzare per delocalizzare adottato con successo da un’importante agenzia di servizi, la w&co. In questo nuovo post attraverso i filmati incorporati, illustro come tale strategia sia adottata con successo anche da due tipologie diverse di editori: BurdaYukom Publishing e DLV (Deutscher Landwirtschaftsverlag). Il primo BurdaYukom Publishing, è un editore operante sui mercati internazionali che pubblica in 26 lingue i propri contenuti (diecine di testate per la stampa e altrettanti siti web). Il secondo DLV, è un editore specializzato in un settore verticale che pubblica oltre 35 riviste e altrettanti siti web sul tema dell’agricoltura, della caccia, della forestazione, dell’ambiente e del territorio. Due storie diverse, due realtà differenti, ma con forti e precise esigenze condivise, una su tutte: una produzione editoriale fortemente decentrata necessita di processi ispirati a criteri di grande efficienza gestionale, deve dotarsi di strumenti di gestione e di condivisione altamente efficaci, flessibili e scalabili al fine di creare una vera innovazione di valore che porti vantaggio all’azienda e al cliente finale. Entrambe le aziende sono riuscite ad affrontare con successo le nuove sfide del mercato, grazie ad un'intuizione vincente: la gestione dei contenuti digitali è prima di tutto un investimento strategico per lo sviluppo del busienss e come tale deve essere affrontato, prima ancora di sollevare qualsiasi argomento prettamente tecnico. I due video - in inglese - illustrano attraverso interviste dirette ai protagonisti come BurdaYukom Publishing e DLV, siano stati capaci di affrontare con successo le nuove sfide imposte dal mercato, al settore dei “New media”.

Centralizzare per delocalizzare. Parte 1: Agenzie di servizi

Centralizzare per delocalizzare. Il titolo di questo post è dedicato ad una strategia innovativa che consente di adottare processi altamente efficaci e flessibili di comunicazione, distribuzione e pubblicazione dei contenuti digitali. Il video incorporato illustra i vantaggi di cui beneficia un'importante agenzia di servizi che da anni ormai, ha scelto di percorrere con successo questa strada. I prossimi due post - che pubblicherò nei prossimi giorni - invece riguarderanno l’editoria “New media” ed l'industria o “corporate”. Il video mostra come la w&co, un'agenzia di servizi nata come fotolito, studio grafico, creazione e composizione, grazie ad un'adeguata strategia di gestione dei contenuti, sia stata capace di affrontare con successo le nuove sfide imposte dal mercato, al settore dei servizi all'editoria. Tra i clienti figurano case editrici di primo piano oltre ad agenzie di servizi concorrenti. L'aspetto più rilevante è che scegliendo di focalizzare l'attenzione sul valore prodotto dal cliente (i contenuti), w&co ha creato innovazione di valore riuscendo ad incrementare il proprio business e quello dei clienti. Una combinazione vincente.

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