catena del valore

Soluzioni ICT per la Comunicazione ed il Marketing

Dilbert

Automazione dei processi di Comunicazione di un’azienda? Automazione nei processi di Marketing o di gestione del brand? Sino a poco tempo fa sembravano domande fuori luogo, domande di chi “non sa come vanno le cose”. La situazione globale del mercato in forte contrazione da alcuni anni, è stata la molla che ha scatenato - fuori dai nostri confini - l’adozione di soluzioni specifiche. Le aziende più lungimiranti hanno intuito immediatamente che la strategia dei tagli “a go-go” non avrebbe pagato sul lungo periodo. Ecco perché all’estero - non in Italia - già da anni molte aziende di ogni dimensione, si sono adeguatamente strutturate con soluzioni di Innovation Competitiveness Technology con le quali hanno strutturato i propri processi di Comunicazione e di marketing globali.

E in Italia? Tranquilli, non si è scatenato nessun inferno. Nel nostro paese l’acronimo ICT viene letto ancora alla vecchia maniera. Anziché leggerlo come avviene nel resto del mondo, ovvero Innovation Competitiveness Technology, in Italia viene letto sempre come Information Communication Technology (vai all'articolo di Eccellere sull'argomento). La risposta dei dirigenti responsabili è sempre (quasi sempre) identica: siamo già strutturati. Di fatto, la gran parte di loro, non riesce neppure a cogliere il problema. E quand’anche riescano a coglierlo, l’assenza di una visione strategica, li porta a farlo passare in secondo piano rispetto ai problemi della gestione ordinaria.

Se un direttore della comunicazione o del marketing o dei sistemi informativi immerso nei problemi quotidiani, privo di una visione strategica e della motivazione per affrontare certe problematiche con i suoi colleghi prima e con i suoi superiori dopo, non coglie l’opportunità di queste nuove soluzioni, non rimane un gran margine di manovra per portare l’innovazione nelle aziende.

Una soluzione di Innovation Competitiveness Technology, può veramente aiutare l’ottimizzazione dei processi di Comunicazione e di Marketing di un’azienda che vende i propri prodotti o servizi sui mercati internazionali?

La risposta alla domanda è affermativa. Sì, un’azienda può migliorare l’efficacia dei propri processi di Comunicazione e di Marketing utilizzando soluzioni ICT. E’ sufficiente un unico sistema che si affianchi a quelli esistenti di ERP, di CRM, di PLM, di CMS, che consenta di pubblicare in tempo reale i contenuti della Comunicazione e del marketing in tutte le lingue desiderate e su ogni tipo di output.
Pubblicare tutto a partire da un unico sistema, questa è la soluzione ideale. Pubblicare sul sito web aziendale, sugli smart phone, sui social network, pubblicare le presentazioni multimediali, le brochure istituzionali, i cataloghi prodotto, le riviste aziendali, le riviste per i clienti e via dicendo. Il tutto in ogni lingua desiderata.

Il valore di questa soluzione è enorme. Permette di centralizzare le funzioni ed i processi prescelti, con il vantaggio di semplificarli, di velocizzarli e soprattutto di avere una chiara visione dei costi. Diminuire i costi gestionali ed aumentare l’efficacia dei processi, non è un’utopia. La riduzione del time-to-market del materiale di comunicazione e di marketing, ha un valore inestimabile. Ma attenzione: automatizzare un processo non significa ingabbiare le attività quotidiane in una rigida struttura dalla quale non è possibile uscire. Molte aziende rispondono infatti che nel loro ambiente lavorativo, è impossibile implementare flussi automatizzati, per via del modo di lavorare. E’ un palese pretesto che viene agevolmente confutato rispondendo (garbatamente!) che di fatto l’automazione mira a modificare proprio il modo di lavorare non l’oggetto del lavoro.

Una soluzione di Innovation Competitiveness Technology per il marketing e la comunicazione mira ad aumentare l’efficacia e l’efficienza del lavoro quotidiano di ogni operatore coinvolto nella catena del valore. Facciamo una riflessione: un impiegato non viene pagato per rifare o per correggere il lavoro iniziato da un altro, o per fare qualcosa che qualcuno deve poi completare, o per cercare un documento; non viene pagato per svolgere attività prive di valore aggiunto, ma per eseguire e realizzare ciò che gli è chiesto in funzione della propria professionalità o del proprio titolo di studio.

Quale percentuale del tempo di lavoro quotidiano, viene spesa in attività prive di valore aggiunto? Credetemi, è davvero molto elevata. Facilmente supera la metà del tempo e spesso in certi settori, è più vicina al 100% che non al 50%: le conseguenze? Si leggono nell’ambiente di lavoro, nel turnover del personale, nel livello di 'non-qualità' prodotta di cui fanno esperienza i clienti, in ultima analisi si legge nell’immagine dell’azienda e del suo brand.

Introdurre una soluzione di Innovation Competitiveness Technology a sostegno dei processi di Comunicazione e di marketing equivale ad una “rivoluzione” nel modo di pensare e di concepire il lavoro quotidiano. Cambiare il modo di lavorare, senza tuttavia modificare mai l’oggetto e l’essenza del lavoro. I vantaggi sono innumerevoli e chi lo ha capito, non solo ha dimostrato di possedere una visione strategica della propria funzione, ma ha assicurato alla propria azienda un cospicuo vantaggio competitivo nei confronti dei suoi concorrenti che continuano a leggere ICT alla vecchia maniera.

 

Strutturare i processi di comunicazione d'impresa

La comunicazione in natura

Sappiamo tutti molto bene che la funzione della Comunicazione d’impresa riveste un ruolo essenziale per la sopravvivenza delle aziende di qualsiasi settore. Tuttavia è interessante constatare come moltissime aziende - per un approccio culturale diffuso e radicato specie in ogni livello dirigenziale - considerino la Comunicazione un centro di costo, un qualcosa che “si deve fare”, una funzione secondaria rispetto a quella primaria “della produzione”.

Nell’attuale situazione di congiuntura globale sfavorevole, le aziende di ogni dimensione attive sui mercati internazionali, hanno dovuto mantenere alta la Comunicazione al fine di sostenere i propri prodotti o servizi attraverso sforzi pubblicitari sempre più diversificati. Ai canali di comunicazione tradizionali infatti, se ne sono aggiunti altri più recenti grazie all’esplosione delle opportunità aperte dalla tecnologia Web2.0.

La Comunicazione d’impresa è un insieme di processi di business consolidati e collaudati, una serie di flussi informativi che vengono applicati secondo modalità diverse tra una realtà operativa ed un’altra. Ma se andiamo a guardare da vicino questi processi cercando di comprendere le ragioni delle scelte, per capire come e dove migliorarne l’efficienza, non passa molto tempo prima che ci rendiamo conto di una realtà inimmaginabile dall’esterno. Nell’epoca dell’informatizzazione e dell’automazione, un numero davvero cospicuo di aziende, si trova ancora a gestire i propri processi di Comunicazione, di marketing e di gestione del brand in modo del tutto “destrutturato”. In modo non trasparente dal punto di vista dell’efficienza gestionale e di quello dei costi. Si gestiscono processi di business estremamente complessi, trasversali alle varie aree funzionali dell’azienda, navigando tra inefficienze, ridondanze, colli di bottiglia, resistenze, grazie alla tanta “buona volontà” di chi svolge il proprio lavoro quotidiano in condizioni improbe.

Per molti la reazione a questa affermazione è scontata: “abbiamo investito una fortuna nell’infrastruttura informatica, nelle licenze dei programmi, nella formazione del personale.” Peccato che accendere un computer per elaborare un foglio di calcolo o per scrivere una lettera o per preparare una presentazione, non abbia proprio niente a che fare con l’automazione dei processi.

Ma cosa significa automatizzare i processi di business? Consentire a tutti gli attori coinvolti nella catena del valore per la produzione di materiale di comunicazione e di marketing, di svlogere il proprio lavoro attraverso l’accesso ad un sistema end-to-end dotato di privilegi profilabili, accessibile con un browser in ogni momento, da qualunque parte del mondo. All’interno di questa dimensione, ciascuno opera nella consapevolezza di essere parte di un flusso e come tale riceve un input da un “fornitore” e consegna un output ad un “cliente” dopo averlo arricchito del valore aggiunto della propria attività specifica.

Quali vantaggi derivano per l’azienda? Uno per tutti: ridurre drasticamente il time-to-market della comunicazione. Per davvero, non per finta! Ridurre i tempi implica ridurre anche i costi: ecco un altro vantaggio. Ancora uno? Avere sempre sotto controllo la situazione in tempo reale dello stato di avanzamento dei progetti e dei costi ad essi collegati. Uguale a dire, trasparenza nella gestione dei costi e dei flussi. Un altro vantaggio ancora? Permettere al personale di lavorare in condizioni di efficienza e di efficacia, migliora la qualità del lavoro svolto, dell’ambiente e del morale. Niente male!

La lista dei vantaggi può continuare ancora e chi fosse interessato all’argomento, non esiti ad attivare la discussione scrivendo e condividendo i propri commenti.