Strutturare i processi di comunicazione d'impresa
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Sappiamo tutti molto bene che la funzione della Comunicazione d’impresa riveste un ruolo essenziale per la sopravvivenza delle aziende di qualsiasi settore. Tuttavia è interessante constatare come moltissime aziende - per un approccio culturale diffuso e radicato specie in ogni livello dirigenziale - considerino la Comunicazione un centro di costo, un qualcosa che “si deve fare”, una funzione secondaria rispetto a quella primaria “della produzione”. Nell’attuale situazione di congiuntura globale sfavorevole, le aziende di ogni dimensione attive sui mercati internazionali, hanno dovuto mantenere alta la Comunicazione al fine di sostenere i propri prodotti o servizi attraverso sforzi pubblicitari sempre più diversificati. Ai canali di comunicazione tradizionali infatti, se ne sono aggiunti altri più recenti grazie all’esplosione delle opportunità aperte dalla tecnologia Web2.0. La Comunicazione d’impresa è un insieme di processi di business consolidati e collaudati, una serie di flussi informativi che vengono applicati secondo modalità diverse tra una realtà operativa ed un’altra. Ma se andiamo a guardare da vicino questi processi cercando di comprendere le ragioni delle scelte, per capire come e dove migliorarne l’efficienza, non passa molto tempo prima che ci rendiamo conto di una realtà inimmaginabile dall’esterno. Nell’epoca dell’informatizzazione e dell’automazione, un numero davvero cospicuo di aziende, si trova ancora a gestire i propri processi di Comunicazione, di marketing e di gestione del brand in modo del tutto “destrutturato”. In modo non trasparente dal punto di vista dell’efficienza gestionale e di quello dei costi. Si gestiscono processi di business estremamente complessi, trasversali alle varie aree funzionali dell’azienda, navigando tra inefficienze, ridondanze, colli di bottiglia, resistenze, grazie alla tanta “buona volontà” di chi svolge il proprio lavoro quotidiano in condizioni improbe. Per molti la reazione a questa affermazione è scontata: “abbiamo investito una fortuna nell’infrastruttura informatica, nelle licenze dei programmi, nella formazione del personale.” Peccato che accendere un computer per elaborare un foglio di calcolo o per scrivere una lettera o per preparare una presentazione, non abbia proprio niente a che fare con l’automazione dei processi. Ma cosa significa automatizzare i processi di business? Consentire a tutti gli attori coinvolti nella catena del valore per la produzione di materiale di comunicazione e di marketing, di svlogere il proprio lavoro attraverso l’accesso ad un sistema end-to-end dotato di privilegi profilabili, accessibile con un browser in ogni momento, da qualunque parte del mondo. All’interno di questa dimensione, ciascuno opera nella consapevolezza di essere parte di un flusso e come tale riceve un input da un “fornitore” e consegna un output ad un “cliente” dopo averlo arricchito del valore aggiunto della propria attività specifica. Quali vantaggi derivano per l’azienda? Uno per tutti: ridurre drasticamente il time-to-market della comunicazione. Per davvero, non per finta! Ridurre i tempi implica ridurre anche i costi: ecco un altro vantaggio. Ancora uno? Avere sempre sotto controllo la situazione in tempo reale dello stato di avanzamento dei progetti e dei costi ad essi collegati. Uguale a dire, trasparenza nella gestione dei costi e dei flussi. Un altro vantaggio ancora? Permettere al personale di lavorare in condizioni di efficienza e di efficacia, migliora la qualità del lavoro svolto, dell’ambiente e del morale. Niente male! La lista dei vantaggi può continuare ancora e chi fosse interessato all’argomento, non esiti ad attivare la discussione scrivendo e condividendo i propri commenti. |

