Contrasto Tra Presente Che Scegliamo E Futuro Che Vorremmo

Il Cielo Come Limite
Sebbene accada di frequente che molti fuoriclasse (nel business come nella vita) emergano e si affermino proprio nei momenti di congiuntura meno favorevoli, credo si tratti di un comportamento umano comprensibile quello che tende a ridurre o ridimensionare il livello delle aspettative nei periodi in cui si evidenzia la persistenza di situazioni critiche (aziendali, personali, sociali o addirittura di livello globale come l’attuale periodo storico). Purtroppo però tale approccio rende inclini alla rassegnazione per proteggersi (a torto!) da eventuali sofferenze, delusioni e amarezze. E’ facile riscontrare questo atteggiamento in vari ambiti della vita. Prendiamo ad esempio il lavoro: vorremmo tutti realizzarci professionalmente, ma quanti in realtà si adoperano affinché anche altri possano avere un lavoro che li aiuti a realizzarsi? Nella vita sociale e politica vorremmo dei leader migliori, più forti, più vicini alle nostre idee, più sensibili alle nostre esigenze, ma quando si tratta di sceglierli, anziché osare sostituirli, assumiamo un ruolo passivo, accettando di subirli seguendoli e conformandoci al volere generale. Tutti (o quasi) desiderano e cercano nuove ispirazioni, nuove motivazioni nella vita privata o nel business, molti si affannano nella ricerca di uno scopo. In verità, alla fine della giornata sono tanti quelli che purtroppo si stringono nelle spalle e aspettano il domani pensando a bollette, rate, tasse, scuola dei figli, cure per i genitori e sogni nel cassetto. Il senso di questa riflessione è che ciascuno di noi vive dentro di sé una profonda spaccatura. Da una parte la natura ci regala un potenziale umano illimitato, dall’altra ci auto-imponiamo dei limiti per adattarci alle storture della realtà che abbiamo costruito. Si tratta di un conflitto immane, che ingloba altri contrasti altrettanto profondi e significativi, a partire dall’innata tendenza dell’uomo alla ricerca del trascendente che si scontra con scelte che invece relativizzano il valore della vita. Come il contrasto tra i valori essenziali della vita ed il valore del denaro o del potere. Il contrasto tra le aspettative che abbiamo e le preferenze che manifestiamo, tra la vita che vorremmo e le scelte che compiamo, tra ciò che diamo nelle relazioni e ciò che invece prendiamo, tra ciò che cerchiamo negli altri e ciò ci aspettiamo dagli altri. Questa profonda spaccatura che portiamo dentro, questa separazione tra l’infinito delle nostre potenzialità e i limiti che ci imponiamo si rinnova ogni giorno dentro ciascuno di noi e si riflette nella conclusione del ragionamento. Vivacchiare o accontentarsi non è compatibile con la piena realizzazione della vita. E’ questa la ragione per cui il presente che scegliamo spesso non si concilia con il futuro che vorremmo.
